Oggi sentiamo molto parlare di giochi Montessori, ma quanto ne sappiamo realmente?

Perché questo materiale è così importante per i bimbi e quale è la sua storia?

Ne parliamo con un'esperta, Sofia Valentini, che ha fondato anche una scuola vicino a Carpi (Mo) che segue questo metodo educativo.

 

"Come diceva Maria Montessori “è molto difficile parlare di questo argomento senza rischiare di semplificarlo eccessivamente, giacché esso è complesso come la vita stessa”.

 Il materiale di sviluppo è stato elaborato dalla dottoressa in stretta relazione con i bisogni del bambino. La sua è stata una vera e propria ricerca di psicologia: sottoponeva il materiale ai bambini e poi si fermava ad osservare; se esso non generava determinate reazioni nel bambino (concentrazione e ripetizione dell'esercizio) veniva scartato.

Così che la preziosissima “eredità” di materiali che ci ha lasciato rappresenta il più esatto degli strumenti per favorire uno sviluppo naturale del bambino. Come ricorda Grazia Honegger Fresco,

“I materiali Montessori hanno il pregio di essere un sistema coerente di strumenti che parte dalla classificazione sistematica delle qualità sensoriali delle cose (grande-piccolo; alto-basso; pesante-leggero; suono grave-suono acuto; rosso-giallo; cerchio-quadrato) per esplorare poi le basi del sapere. […] I materiali sono in sostanza mezzi semplici, razionali, coerenti per 'dare il mondo al bambino'”.

Questo materiale costituisce un mezzo per “auto-educarsi” in quanto non funge solamente da stimolo, ma dirige, nel vero senso della parola, l'attività del bambino.

L'importanza di questo materiale sta proprio nel fatto che il bambino arriva alla comprensione in modo autonomo, non deve basare i suoi apprendimenti sulla spiegazione di un'altra persona. “Colui che <> ha una impressione improvvisa: sente che la sua coscienza si è sgomberata, e qualche cosa di luminoso risplende in essa. […] Tale conforto non potrebbe mai essere dato dall'arida lezione di un professore, dall'apprendere a memoria la teoria di uno scienziato ripugnante con il nostro stato d'animo. Il materiale o gioco in questione non viene definito dalla dottoressa “materiale didattico”, non costituisce un supporto in mano all'insegnante per esprimersi meglio, esso è strumento di sviluppo, di apprendimento e procede in modo autonomo.

“La funzione del materiale non è quella di presentare al bambino sensazioni nuove, ma di portare ordine e sistematicità nelle miriadi di impressioni che ha già ricevuto e continua a ricevere, dato che, per usare le parole stesse di Maria Montessori, non abbiamo altri mezzi possibili per distinguere gli oggetti se non i loro stessi attributi.

 

 

 Vediamo ora le principali proprietà dei materiali:

 

1. Astrazioni materializzate: il materiale in sé, è il concetto di un'astrazione reso concreto e maneggiabile. Questa qualità è particolarmente visibile nel materiale di matematica che rende oggettivi concetti come il “cubo del binomio” o le “divisioni a due cifre”, oppure più semplicemente la torre rosa che rende oggettivi i concetti di grande, di piccolo e di gradazione. Come sottolinea Maria Montessori nel corso di una Conferenza tenuta a Cambridge: “bisogna analizzare ogni difficoltà, presentandole separatamente mediante un materiale concreto; vale a dire 'materializzare le astrazioni' che non sono inaccessibili al bambino, ma abbisognano di un ponte materiale. […] Messo in contatto con questo materiale, il bambino mostra che la comprensione... è soltanto il primo gradino di un'attività prolungata e ripetuta.”

 

2. Isolamento di una qualità: in ogni materiale viene isolata la qualità da analizzare. Molti oggetti del materiale sensoriale sono raggruppati secondo una determinata qualità fisica: colore, forma, dimensione, suono, stato di ruvidezza, peso, temperatura, ecc. Per far emergere una determinata qualità Maria Montessori ha preparato oggetti identici tra loro in tutto salvo che nella qualità variante. Per esempio: “volendo preparare oggetti con lo scopo di far rilevare i vari toni della scala musicale, è necessario che essi siano perfettamente uguali all’apparenza, come per esempio le campane che usiamo nel nostro sistema: esse hanno la medesima forma e dimensione e appoggiano tutte sopra ad un identico sostegno; ma, percosse con un martello, danno suoni diversi e questi suoni sono l’unica differenza percepibile ai sensi. L’orecchio deve essere il solo senso ricevitore e il solo giudice.”

 

3. Estetica: come detto in precedenza i giochi devono attrarre il bambino, devono essere ben curati e “affascinanti”.

 

4. Controllo dell'errore: il bambino può verificare autonomamente ciò che ha fatto. Il controllo dell'errore stimola il ragionamento e l'auto-correzione. Camillo Grazzini, nell'introduzione al libro Psicoaritmetica, sottolinea che il controllo dell'errore rappresenta una delle più alte qualità del materiale definendolo come “un maestro che non si affatica , un correttore tempestivo, obiettivo ed esplicito; un revisore che non è traumatizzante, ma che anzi incoraggia perché è in funzione dell'apprendere e non del giudizio”.

 

5. Proporzionalità delle difficoltà: Ogni materiale parte dall'oggettivare i concetti più semplici fino ad arrivare a quelli più complessi.

 

6. Scientificità: sono materiali creati con criteri rigorosi che rispettano precisi rapporti tra i vari elementi. Ad esempio le aste numeriche “la prima asta_che rappresenta l'uno_ misura dieci centimetri di lunghezza; nelle successive, essa cresce gradualmente di dieci in dieci centimetri, fino a raggiungere il metro con la decima asta. Nelle aste, le lunghezze multiple di dieci centimetri si distinguono dalla successione alternata di due differenti colori”.

 

7. Polivalenza: il materiale può essere riutilizzato a livelli diversi di istruzione. Molti materiali presenti nella Casa dei Bambini vengono riutilizzati nella scuola primaria riconsiderandone aspetti diversi. Per esempio le aste della lunghezza, inizialmente, vengono utilizzate nella Casa dei Bambini come materiale per fare costruzioni. Alle elementari, invece costituiscono il primo materiale per eseguire delle semplici operazioni. Il materiale sensoriale Il materiale sensoriale costituisce il primo gruppo di oggetti e giochi che servono al bambino per organizzare l'immensa quantità di impressioni che ha assorbito dall'ambiente.

 

Ha sentito il caldo e il freddo, il liscio e il ruvido, il bianco, il nero e il giallo ma non ha veramente chiaro quali siano le distinzioni. “Egli è come un uomo che avesse accumulato una immensa quantità di libri, accatastati senza ordine, e che si domandasse: che ne farò?

Il materiale sensoriale ha proprio lo scopo di “mettere ordine” nella mente del bambino, di aiutarlo a classificare. Infatti questo strumento “analizza e rappresenta gli attributi delle cose; dimensioni, forme, colori, levigatezza o ruvidezza delle superfici, peso, temperatura, sapori, rumori, suoni. Sono le qualità degli oggetti, non gli oggetti stessi, per quanto queste qualità, isolate l'una dall'altra, sono poi esse stesse rappresentate da oggetti.”

Così il bambino per ogni oggetto dovrà esaminare tutte le caratteristiche che questo contiene. Ma non potrà ordinarle poiché esse si presenteranno contemporaneamente. 

Esse sono simili nella forma. Ciò può richiamare una lunga serie di oggetti: il piano del tavolino, la finestra, ecc., ma per far ciò è necessario che prima la mente abbia saputo astrarre dai molteplici attributi di quegli oggetti la forma rettangolare.

Il lavoro della mente in questa ricerca deve essere attivo: essa analizza l'oggetto, ne estrae un determinato attributo, e sula guida di questo, fa una sintesi associando molti oggetti sotto uno stesso mezzo di congiunzione.

Se questa attitudine di selezione verso alcuni soli degli attributi che si riferiscono all'oggetto, non si acquista, è impossibile tutto il lavoro superiore dell'intelligenza”. Maria Montessori basa la sua teoria sulla convinzione che le qualità siano limitate, nel senso che sono determinate e finite.

Ciò che è infinito sono le varie combinazioni fra queste. Esse si potrebbero paragonare all'alfabeto, formato da pochi suoni che, però se combinati, possono costruire infinite parole. Il bambino dai tre ai cinque anni fa tutto questo lavoro con gioia, in quanto l'esigenza di classificare, di mettere ordine nella sua mente corrisponde ad un suo bisogno reale. Egli si sente realizzato, inizia a comprendere il mondo e tutte le parti che lo caratterizzano in modo preciso e stabile.

 

Sofia Valentini - fondatrice della "Scuolina Montessori" a Carpi (Modena)

 

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